Microespressioni

Neutrale

Neutrale

Felicità

Felicità 

Disprezzo

Disprezzo

Disgusto

Disgusto 

Rabbia

Rabbia

Tristezza

Tristezza

Paura

Paura

Sorpresa

Sorpresa

Le microespressioni facciali sono come la virgola nelle frasi scritte in libro, o come la variazione di tono nella pronuncia di una parola..... a seconda di dove intercorrono cambia il significato.

Una microespressione facciale è un rapido segnale che compare sul volto delle persone come "proiezione" dell'emozione provata causata da contrazioni di gruppi di muscoli presenti sul volto.

Saperle "leggere" è come imparare una nuova lingua, quella delle emozioni. Anni ed anni di studi di persone come Haggard ed Isaacs, Paul Ekman, Wallace Friesen, David Mastumoto, Silvan Tomkins, Carl-Herman Hjortsjo, dopo gli studi di Darwin e Duchenne intorno al 1860/1870 hanno portato alla definizione di quella che può considerarsi a tutti gli effetti una codifica genetica, delle emozioni (sette categorie in particolare) che vengono proiettate sul nostro volto tramite la contrazione di una serie di muscoli facciali definiti da Paul Ekman unità di azione o Action Unit, 43 in tutto che possono combinarsi in oltre 10000 combinazioni.

Paul Ekman definì Macro Espressioni, le espressioni facciali di durata tipica tra mezzo secondo e 4 secondi e Microespressioni quelle di durata tra 1/15 ed 1/25 di secondo movimenti quindi da catturare con estrema attenzione.

La pretesa di conoscerle e comprenderle tutte sarebbe follia, imparare invece a riconoscere i segnali delle sette categorie principali, grazie ad un training semplice ed immediato.

Ovviamente molte combinazioni di muscoli non significano assolutamente nulla e Paul Ekman scoprì anche un altro interessante fenomeno, dopo una lunga giornata passata a riprodurre uno sguardo convincente di tristezza davanti ad uno specchio per delle foto necessarie ai sui studi. Quella sera egli realizzò che si sentiva depresso e capì che se trascorreva del tempo a simulare un' espressione che conteneva un sorriso, il suo umore migliorava.

Questo contraddiceva la vecchia nozione che i sentimenti si originano nella psiche e poi il corpo li comunica semplicemente all’esterno. Ekman and Friesen furono capaci di dimostrare che l’attivazione coordinata e combinata di certi muscoli facciali non solo influenzava la pressione del sangue e il battito cardiaco, ma poteva scatenare l’emozione corrispondente.

Una sorta di meccanismo retroattivo che partiva dai muscoli della faccia e giungeva al sistema limbico influenzandone le reazioni. Queste scoperte catturarono l’attenzione degli psicologi e dal 1980 il sistema di codifica creato da Ekman e Friesen denominato FACS Facial Action Coding System cominciò ad essere applicato diffusamente. I dottori nelle cliniche, in particolare volevano sapere come accorgersi se i loro pazienti stavano dicendo la verità nel raccontare le loro problematiche.

Il metodo del Center For Body Language permette di acquisire con semplicità e rapidità le conoscenza necessarie a riconoscere le sette categorie di emozioni universali:

Paura - Sopresa - Disprezzo - Felicità - Rabbia - Disgusto - Tristezza 

 

 

 

 

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